Archivio per la categoria ‘Trading: Derivati’

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Trading: Future S&P 500

2 Aprile, 2009
Future S&P 500

Future S&P 500

Il Chicago Mercantile Exchange (CME) è la borsa in cui viene scambiato il future più conosciuto e liquido del mondo, quello sull’ indice azionario S&P 500.
Questo strumento è ovviamente molto diverso dal suo sottostante vale a dire l’ indice azionario S&P500, dal momento che, a differenza di quest ultimo, il future consente ai trader e agli investitori di scommettere sul futuro andamento della globalità del mercato, e per questa precisa ragione esso viene costantemente monitorato dai migliori professionisti e operatori finanziari.
Un trader professionista, che lavora con orrizonte Intraday, ma non solo, non dovrebbe mai operare senza utilizzarlo come punto di riferimento.

Come Interpretare il Future S&P 500?

- Il Future S&P 500 è il barometro che indica l’ andamento generale del Mercato.

-Il Future S&P 500 influenza la direzione dell’ intero mercato finanziario.

-Il Future S&P 500 è spesso l’ indicatore anticipatore di molti singoli titoli, in altre parole i movimenti intraday di questo derivato spesso precedono analoghi movimenti sui singoli titoli.

Questo fatto può offrire interessanti opportunità di Scalping.

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Trading: Mercati Volatili ? La liquidità è tutto!

20 Marzo, 2009
Mercati Volatili

Mercati Volatili

Articolo gentilmente concesso da:

www.additiva.it logo-per-post1 Autore: Luca Giusti

Se facessi un sondaggio e chiedessi a tutti i trader in Opzioni qual’è la cosa più importante, ciò a cui devono prestare attenzione in questi momenti in cui i mercati sono tornati piuttosto volatili e in poche ore possono registrare escursioni notevoli, credo che molti risponderebbero la Volatilità Implicita, o meglio, la Futura Volatilità.

In momenti come questi, fare previsioni sulla Futura Volatilità in rapporto alla Volatilità Implicita scontata nel prezzo delle Opzioni, non sia così facile, e che anche se in un giorno come oggi è ragionevole aspettarsi per le prossime sedute un incremento della Volatilità Implicita media, se questo incremento è già scontato nel premio delle Opzioni è difficile che possa essere sfruttato.

Sono le situazioni in cui questo incremento di Volatilità è inatteso, i momenti migliori per prendere posizione e fare Volatiliy Trading… come ad inizio settembre 2008, dove qualsiasi Straddle aperto su qualsiasi cosa sarebbe andato mostruosamente in guadagno… ma chi si aspettava di vedere un S&P500 perdere 500 punti in poco più di un mese e un VIX che da 30 è salito oltre 80?

Quando la Volatilità Implicita, come nella giornata di ieri, è già salita parecchio, è necessario fermarsi e capire se questa Volatilità Implicita sovrastima o sottostima la Futura Volatilità ed agire di conseguenza.

In queste occasioni, quindi, privilegio neutralizzare l’esposizione alla fluttuazione della Volatilità Implicita neutralizzando il Vega.

Ho mostrato in diversi articoli come combinare Calendar Spread, Iron Condor e Diagonal Spread per creare posizioni Delta e Vega Neutral: questo tipo di operatività è ciò che ha caratterizzato gli ultimi mesi dei Trading Groups e di Infoshare, e che è sfociata in un corso, il Trading EDGE 1 dove condividere tutti i setup, il money management ed i ragionamenti di gestione del portafoglio che facciamo. …e veniamo al tema centrale dell’articolo: la LIQUIDITA’.

Quando si entra in posizione con una strategia combinata che include anche 8 gambe (Legs) e diversi contratti per gamba, diventa cruciale operare solo su titoli con bid-ask spread molto stretti, e volumi scambiati su ogni singolo contratto di opzione molto elevati.

Una uscita in emergenza, davanti ad un movimento brusco del mercato, sarà così effettuata senza lasciarci frazioni del capitale investito troppo elevate. E dato che mi piace parlare di situazioni concrete, l’ultima volta che ho derogato a questa regola è stato sotto Natale su un Diagonal Spread su CPB (Campbel Soup): un titolo con beta piuttosto basso e tranquillo, che, naturalmente, dopo pochi giorni che ero in posizione ha iniziato a crollare come se fosse un bancario… Su questo titolo ci ho lasciato quasi tutto il capitale investito (in un anno mi succede solo 2 o 3 volte): questa volta il motivo è la illiquidità delle opzioni, che non permettevano una uscita decente se non, ancora prima di arrivare ai BEP, lasciarci oltre metà del capitale investito. Metà è meglio di tutto… ma su una posizione che non è ancora arrivata al BEP, lasciarci metà del capitale investito solo perchè le opzioni passano delle giornata senza scambi ed i bid-ask sono molto larghi, è una cosa difficile da accettare.

La lezione imparata è stata: “opera su opzioni liquide, che scambiano”…non era la prima volta, e chissà quante altre volte l’ho letto e sentito, ma, come per ogni cosa, anche un precetto così semplice lo fai tuo solo dopo che lo hai vissuto con una certa pressione emotiva.

E’ stata una lezione da 700 dollari: non è la prima (ce ne sono state di più costose…se pernso al VIX), e non sarà l’ultima, ma la cosa importante è che mi ha migliorato e ha cambiato ancora il modo modo di fare Trading.

Spero che condividerla possa servire anche ad altri: liquidità… non è un optional.

Un Ringraziamento a Luca Giusti e a tutto lo staff di www.additiva.it