Archivio per Marzo 2009

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Trading: Mercati Volatili ? La liquidità è tutto!

20 Marzo, 2009
Mercati Volatili

Mercati Volatili

Articolo gentilmente concesso da:

www.additiva.it logo-per-post1 Autore: Luca Giusti

Se facessi un sondaggio e chiedessi a tutti i trader in Opzioni qual’è la cosa più importante, ciò a cui devono prestare attenzione in questi momenti in cui i mercati sono tornati piuttosto volatili e in poche ore possono registrare escursioni notevoli, credo che molti risponderebbero la Volatilità Implicita, o meglio, la Futura Volatilità.

In momenti come questi, fare previsioni sulla Futura Volatilità in rapporto alla Volatilità Implicita scontata nel prezzo delle Opzioni, non sia così facile, e che anche se in un giorno come oggi è ragionevole aspettarsi per le prossime sedute un incremento della Volatilità Implicita media, se questo incremento è già scontato nel premio delle Opzioni è difficile che possa essere sfruttato.

Sono le situazioni in cui questo incremento di Volatilità è inatteso, i momenti migliori per prendere posizione e fare Volatiliy Trading… come ad inizio settembre 2008, dove qualsiasi Straddle aperto su qualsiasi cosa sarebbe andato mostruosamente in guadagno… ma chi si aspettava di vedere un S&P500 perdere 500 punti in poco più di un mese e un VIX che da 30 è salito oltre 80?

Quando la Volatilità Implicita, come nella giornata di ieri, è già salita parecchio, è necessario fermarsi e capire se questa Volatilità Implicita sovrastima o sottostima la Futura Volatilità ed agire di conseguenza.

In queste occasioni, quindi, privilegio neutralizzare l’esposizione alla fluttuazione della Volatilità Implicita neutralizzando il Vega.

Ho mostrato in diversi articoli come combinare Calendar Spread, Iron Condor e Diagonal Spread per creare posizioni Delta e Vega Neutral: questo tipo di operatività è ciò che ha caratterizzato gli ultimi mesi dei Trading Groups e di Infoshare, e che è sfociata in un corso, il Trading EDGE 1 dove condividere tutti i setup, il money management ed i ragionamenti di gestione del portafoglio che facciamo. …e veniamo al tema centrale dell’articolo: la LIQUIDITA’.

Quando si entra in posizione con una strategia combinata che include anche 8 gambe (Legs) e diversi contratti per gamba, diventa cruciale operare solo su titoli con bid-ask spread molto stretti, e volumi scambiati su ogni singolo contratto di opzione molto elevati.

Una uscita in emergenza, davanti ad un movimento brusco del mercato, sarà così effettuata senza lasciarci frazioni del capitale investito troppo elevate. E dato che mi piace parlare di situazioni concrete, l’ultima volta che ho derogato a questa regola è stato sotto Natale su un Diagonal Spread su CPB (Campbel Soup): un titolo con beta piuttosto basso e tranquillo, che, naturalmente, dopo pochi giorni che ero in posizione ha iniziato a crollare come se fosse un bancario… Su questo titolo ci ho lasciato quasi tutto il capitale investito (in un anno mi succede solo 2 o 3 volte): questa volta il motivo è la illiquidità delle opzioni, che non permettevano una uscita decente se non, ancora prima di arrivare ai BEP, lasciarci oltre metà del capitale investito. Metà è meglio di tutto… ma su una posizione che non è ancora arrivata al BEP, lasciarci metà del capitale investito solo perchè le opzioni passano delle giornata senza scambi ed i bid-ask sono molto larghi, è una cosa difficile da accettare.

La lezione imparata è stata: “opera su opzioni liquide, che scambiano”…non era la prima volta, e chissà quante altre volte l’ho letto e sentito, ma, come per ogni cosa, anche un precetto così semplice lo fai tuo solo dopo che lo hai vissuto con una certa pressione emotiva.

E’ stata una lezione da 700 dollari: non è la prima (ce ne sono state di più costose…se pernso al VIX), e non sarà l’ultima, ma la cosa importante è che mi ha migliorato e ha cambiato ancora il modo modo di fare Trading.

Spero che condividerla possa servire anche ad altri: liquidità… non è un optional.

Un Ringraziamento a Luca Giusti e a tutto lo staff di www.additiva.it

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Trading: La Recessione. Definizione.

19 Marzo, 2009
La Recessione

La Recessione

RECESSIONE : per combatterla non ci sono molti modi, ma ce ne sono diversi per definirla”

Cos’è la RECESSIONE ?

La recessione è il rallentamento dell’ economia, è la fase di depressione che segue ad un periodo di maggiore prosperità, è la riduzione di quella ricchezza nazionale che i più ostinati si ostinano a chiamare PIL (Prodotto Interno Lordo).

Affanno, inversione di tendenza o del trend; ma anche diminuzione, calo, riduzione, flessione della cresciata economica,crisi: in generale quando per scaramanzia non si vuole citarla direttamente ci si riesce.

Per i politici è anche più facile: quando parlano di “frenata della crescita” vuol dire che si è in recessione, anche se molti si precipitano a dire che siamo “sull’ orlo” e, comunque, la colpa è della “congiuntura” (termine abusatissimo per convincerci che la colpa è sempre degli altri).

Tecnicamente la recessione, secondo le teorie americane, arriva quando l’ andamento dell’ economia fa registrare un ribasso “matematico” per due trimestri consecutivi.

La tocchiamo con mano,però, quando andiamo al supermercato a fare la spesa o quando un arzillo vecchietto sull’ autubus ci attacca bottone dicendoci che con la sua pensione non ce la fa a mettere insieme pranzo e cena. Oppure quando portiamo a casa dal supermercato le scatole di sofficini già “svaligiate” da chi pranzo e cena le mette insieme “grattando” una crocchetta qua e là.

Tornando ad una prassi più autorevole, siamo comunque in recessione quando:

  1. la Produzione Scende
  2. la Disoccupazione Sale
  3. i Tassi d’ Interesse Scendono
  4. i Prezzi Scendono

Questi quattro sintomi guardateli bene perchè una recessione così sopravvive soltanto sui libri, in quanto negli ultimi tempi i rapporti di forza tra le varie economie sono totalmente cambiati.

La recessione è diventata subdola e strisciante, i suoi effetti si sono fusi con le cause.